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Vorrei che conosceste questa testimonianza, la lettera che un giovane amico, che ha conosciuto la nostra tragedia tramite quanto pubblicato in internet, ha inviato al Ministro Castelli. Tale preghiera, considerato che lo scopo della lettera è chiedere giustizia e verità, la rivolgo a suo nome (considero che lui sia d'accordo).
A: Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi
A: Ministro degli esteri Gianfranco Fini
A: Ministro Italiani all'estero Mirko Tremaglia
A: Ministro di Giustizia Roberto Castelli
Mi chiamo Sandro Pascucci.
Scrivo per chiederLe se c'è la concreta possibilità di fare qualcosa per questo caso che Le sottopongo.
In Internet ho "inciampato" in questa storia pazzesca:
Carlo Parlanti, un nostro connazionale, è stato arrestato ed estradato dalla Germania verso gli Stati Uniti ed è stato processato con l'accusa di stupro e sequestro di persona.
Tale persona è una cittadina americana con cui il Parlanti ha avuto tempo addietro una relazione.
Ho letto gli appelli accorati di una amica italiana del Parlanti (tale Katia Anedda) e mi sono interessato a questa odissea che è ben spiegata nei siti che questa donna cura:
http://www.thepeoplevscarloparlanti.com/ (per il momento gli atti trascritti in inglese sono stati tolti dal sito a causa di un intimidazione da parte della procura di Ventura, intimidazione di cui stiamo cercando fondatezza, in seguito saranno ripubblicati. Nota di Katia Anedda), http://thepeoplevscarloparlanti.it (vi sono alcune delle traduzioni degli atti, non ufficiali ma dove si evince l'assurdità del caso. Nota Katia Anedda) e http://www.carloparlanti.it/
Nei siti indicati ci sono le trascrizioni dei verbali delle udienze e ci si rende conto leggendole che esistono innumerevoli mancanze nelle procedure effettuate e addirittura traspare chiaramente la non veridicità delle dichiarazioni che la donna americana (presunta vittima) ha rilasciato!
Si rimane basiti di fronte a dichiarazioni di avvenimenti palesemente impossibili sotto il punto di vista fisico e medico.
Si è arrivati a presentare delle foto (che allego) onestamente inammissibili per il ruolo che hanno svolto (tali foto miravano a mostrare i danni subiti dalla donna,ma sono chiaramente state fatte a distanza di mesi se non anni l'una dall'altra!).
Non mi dilungo in altro, caro Ministro, se non per dirLe che credo ci siano tutti i presupposti per riaprire il processo e quanto meno offrire una valida speranza a queste persone coinvolte in una gigantesca opera di oppressione (la sig.ra Anedda è stata pure minacciata di denuncia per aver pubblicato i verbali del processo - palese minaccia psicologica).
Queste persone sono sole, sono indebitate con le banche fino all'inverosimile per aver supportato, da sole appunto, costi stratosferici in avvocati (poi fuggiti!) e indagini. Parliamo di varie decine di migliaia di euro.
Che altro dirLe? Mi aspetto una parola positiva, un gesto di pratica e concreta solidarietà per chi, come questi due italiani, alla Giustizia ancora ci credono. E devono continuare a crederci, non devono esserne delusi. Io mi sento coinvolto in prima persona, come avrà capito.
In verità, data la Sua posizione, credo che Lei già sappia tutto di questa vicenda, in tal caso consideri questa mia come una denuncia sdegnata e un sollecito da parte di un concittadino preoccupato.
Un ringraziamento enorme per l'attenzione concessa.
Con stima,
Sandro Pascucci
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