"Qualche centinaio di criminali può essere messo in libertà, ma un solo uomo innocente non deve finire in prigione, perché questo trasformerebbe l'intero sistema legale in un sistema criminale" (Venkatraman Iyer)

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Al Ministro degli Affari Esteri
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l Ministro di Grazia e Giustizia
Roberto Castelli


Bruxelles, 8 febbraio 2006

Signor Presidente, Onorevoli Membri del Governo,
probabilmente già conoscerete la terribile vicenda giudiziaria e umana del nostro connazionale Carlo Parlanti, arrestato nel luglio 2004 a Düsseldorf, in Germania, sulla scorta di un mandato di arresto americano risalente all'8 agosto 2002 e mai notificatogli in precedenza.
Condannato da un tribunale della California con l'accusa di violenza sessuale, sequestro di persona e violenza domestica, Parlanti è attualmente recluso nel carcere americano di Ventura, praticamente in fin di vita.
Parlanti si dichiara innocente e rigetta tutte le accuse mossegli, mesi dopo la fine della loro relazione, dalla ex convivente Rebecca White.
Ovviamente non conosco approfonditamente gli atti processuali, ma da quel che ho letto si avverte nettamente la sensazione di una grave e meschina ingiustizia subita da Parlanti, e che riguarda tanto la sommarietà del processo subito quanto le inumane condizioni carcerarie a cui questi sarebbe sottoposto.
Chiedo a Voi, massime cariche dello Stato, di produrre ogni iniziativa di verifica a riguardo, ed eventualmente ogni azione politica nei confronti dell'Amministrazione americana ove mai la grave situazione di ingiustizia che mi sono permesso di segnalarVi dovesse risultare corrispondente alle informazioni in Vostro possesso.
Grato per quanto potrete fare
Porgo i sensi della mia più viva stima

On. Gianni Pittella