"Qualche centinaio di criminali può essere messo in libertà, ma un solo uomo innocente non deve finire in prigione, perché questo trasformerebbe l'intero sistema legale in un sistema criminale" (Venkatraman Iyer)

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I testimoni

La direttrice di un ristorante della zona è stata intervistata per aver consegnato alla White, nei giorni immediatamente successivi all'evento, una borsa dimenticata dalla figlia della White stessa il 29/6 nel suddetto ristorante.
La direttrice ha dichiarato di non ricordare esattamente quanti giorni dopo il ritrovamento della borsa si è diretta all'appartamento, ma ha ammesso di ricordare di esservisi recata, non annunciata, mentre faceva ritorno alla propria abitazione.
Lei avrebbe consegnato la borsa nelle mani della White, rimanendo sulla soglia dell'appartamento e senza notare alcunché di strano nel volto della White stessa.

Una coppia di vicini, abitanti nell'appartamento al piano superiore (il loro soggiorno sopra la camera di Parlanti), ha dichiarato di aver talvolta sentito la coppia discutere, ma di non aver sentito niente di particolare nella settimana in questione.
A loro detta, i muri degli appartamenti fatti in cartone pressato, come molti in California, non offrivano alcuna privacy. L'uomo ha aggiunto di aver incrociato la White una volta di fronte all'appartamento e di non aver notato segni sul suo viso, ma di averla vista zoppicare. Non è certo della data, ma era sicuro che fosse nel periodo in questione. La donna ha dichiarato di aver incrociato la White alla lavanderia del complesso, di ricordare degli occhiali da sole, di non ricordare ematomi, ma di ricordare che la White sembrava non guardarla direttamente.
Quando la difesa le ha mostrato una foto della White presa dalla polizia il 18/7/02, la donna non la ha riconosciuta.

Un operaio del complesso degli appartamenti ha dichiarato di aver incontrato la White nel periodo in questione, di ricordare occhiali da sole ma nessun segno sul viso. Ha aggiunto che forse la White poteva zoppicare ma che lui non ricordava. Ha confermato che le paretii del complesso erano sottili come carta e di non aver effettuato riparazioni nell'appartamento di Parlanti nel periodo in questione.

I due investigatori che hanno intervistato la White il 18 e 19/7/02 hanno dichiarato di non aver notato ematomi sul volto della donna.
Il primo ha dichiarato di aver notato, su indicazione della White stessa, una leggera ombra residua all'interno dell'avambraccio sinistro.
Un'agente femminile chiamata il 18/7 ad assistere e a prendere foto della White ha dichiarato di aver notato la stessa ombra sull'avambraccio ed un'altra all'altezza del rene destro della White.
Le foto scattate dall'agente mostrano un volto privo di traumi, un leggero ematoma all'interno dell'avambraccio sinistro e nulla sulla schiena, nella zona indicata dalla White, all'altezza del rene.

Parte 3: L'appartamento
Il detective che si è recato con la White nell'appartamento il 19/7/02 ha dichiarato di aver scattato fotografie della scena del crimine.
Purtroppo tali foto sono andate smarrite da parte dell'ufficio dello sceriffo.
Per fortuna anche la White ha scattato un set di fotografie nello stesso giorno e tali foto sono state usate durante il processo.
Una delle foto ritraeva l'angolo dell'appartamento con la porta d'ingresso, il quadro per messaggi in sughero ed il muro adiacente.
Sia il detective che la White hanno riconosciuto che il 19/7/02 l'appartamento si presentava come nelle foto.
In particolare la White ha riconosciuto il quadro per messaggi in sughero essere quello originale: ancora lì, perfettamente integro, con le sue puntine da disegno colorate.
Il detective, interrogato dalla difesa, ha affermato di non aver eseguito alcuna analisi forense sul quadro, alla ricerca di capelli, sangue o altro.
La White ha anche riconosciuto il muro adiacente, contro cui sarebbe stata sbattuta con la testa le successive 30 volte.
Il muro era perfettamente integro, nonostante fosse fatto di cartone pressato, come testimoniato da tutti.
Un'altra foto ritraeva la poltrona a sacco e la moquette intorno ad essa e la White ha riconosciuto essere una delle due poltrone a sacco presenti nel soggiorno.
Il detective, interrogato dalla difesa, ha affermato di non aver eseguito alcuna analisi forense sulla poltrona o sulla moquette, alla ricerca di capelli o sangue o altro.