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"Qualche centinaio di criminali può essere messo in libertà, ma un solo uomo innocente non deve finire in prigione, perché questo trasformerebbe l'intero sistema legale in un sistema criminale" (Venkatraman Iyer)

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I motivi dell'accusa

Nelle sue accuse contro Parlanti, la White ha descritto fatti di una ferocia a dir poco incredibile, specialmente se osservati alla luce della cronica incoerenza dei suoi racconti, degli 8 testimoni (tre di cui poliziotti) che non hanno visto alcuna lesione su di lei, della completa mancanza di prove fisiche nell'appartamento perquisito dallo sceriffo di Ventura.
Rimane da domandarci quale possa essere stata la molla che ha spinto la White a rilasciare queste dichiarazioni e a desiderare di vedere l'ex convivente da 8 mesi rinchiuso in una prigione per 12 anni.

Tradita ed Abbandonata
Una risposta potrebbe scaturire osservando dove si trovava Parlanti nel momento in cui la White ha riportato il crimine allo sceriffo di Ventura ed, eventualmente, quale fosse lo stato della loro relazione.
La settimana del 18 luglio del 2002, Parlanti si trovava in Gulfport, Mississippi, per il suo lavoro con Dole Food ed il fine settimana successivo in New Orleans, Lousiana per svago.
La White stessa ha dichiarato questi dettagli durante la udienza preliminare nell'agosto 2005 (P44L1), ma ha però negato di sapere "con chi" lui fosse; salvo poi ammettere, confrontata dall'avvocato della difesa, di sapere che si trattava di Cecilia, una donna con cui Parlanti intratteneva una relazione da qualche mese.
Sempre in preliminare, la White dichiara di essere a conoscenza del fatto che Parlanti intratteneva altre relazioni e di sopportare la cosa nella speranza di "win him over the others" (vincerlo dalle altre): in fin dei conti lei lo amava al punto da "fare qualunque cosa per lui".
Una cosa che però la White ha dimenticato di dichiarare è che al momento della denuncia, la loro relazione era finita: che Parlanti l'aveva lasciata; Al contrario: durante il processo la White ha avuto il coraggio di dichiarare di avere lei lasciato Parlanti (P46L6). L'avvocato della difesa l'ha allora confrontata con un' email scritta da lei a Katia Anedda il 12 Settembre 2002 (P45L26): "Quando è uscito dalla porta e mi ha detto 'Goodbye' per l'ultima volta, sono caduta per terra in lacrime sapendo che non lo avrei più sentito carezzare il mio volto con la sua mano, baciare le mie labbra o parlarmi nel letto con la sua liquida voce argentea. Io lo amo e non potrò mai più vederlo o sentirlo".  La White ha ammesso l'autenticità di questa email. 

Posta Personale
La White non è certo nuova a questo tipo di spergiuri finalizzati al tentativo di aumentare la propria credibilità. Parlando per esempio del come fosse venuta a conoscenza della relazione tra Parlanti e Cecilia, Bamieh ha chiesto alla White se lei avesse il permesso di leggere le emails di Parlanti. Lei ha dichiarato di sì in maniera estremamente fiduciosa (P61L15).
Subito dopo, Bamieh l'ha confrontata con un' e-mail scritta da lei a Katia Anedda il 17 aprile 2002 e da lei riconosciuta come autentica: "lui è arrabbiato con me per aver curiosato nelle sue e-mails ed aver letto le e-mails di queste ragazze" (P61L19).
Come si fa a lasciar commettere ad un testimone questo tipo di spergiuri in una corte di giustizia?

Tradita ed arrabbiata
Qualcuno potrebbe pensare che non sia giusto presupporre che l'abbandono abbia causato tanto odio nella White da spingerla a fabbricare delle accuse così sconvolgenti, neppure considerando i suoi tentativi di mentire e nascondere l'abbandono pretendendo di aver lei lasciato il Parlanti.
Fortunatamente la White viene in nostro aiuto rendendo il suo odio chiaro ed evidente.
In una e-mail inviata a Katia Anedda il 5 settembre 2002 (P45L21) lei scrive: "prima di tutto, io amo Carlo con tutta me stessa. Si, sono arrabbiata con lui. Mi ha tradito e ha mentito a riguardo."
Ma ancora più assurdo è quanto la White scrive al Dr. Farber il 13 Settembre 2002 (P47L14) per avvisarla di quanto accaduto tra lei e il Parlanti.
Rispondendo alle domande del procuratore Gilbert Romero, la White ha dichiarato di aver scritto questa lettera non per rabbia ma così che, "Dio volendo, nessun'altra donna dovrà soffrire".
La White chiude la lettera al Dr. Farber con questa frase (P47L21):"spero soltanto che abbia una vita migliore fuori dagli USA perché ci odia ed ha festeggiato lo scorso 9/11 quando siamo stati bombardati".
E' inutile notare come la lettera sia stata scritta nell'anniversario dell'attentato terroristico alle torri gemelle in un'atmosfera di profondo sconforto e lutto per gli interi USA.

Torna o ti denuncio
Se tutto ciò non fosse motivo sufficiente a "Sbattere il tuo ex in galera" la White continua e ci spiega come, dopo essere stata abbandonata, lei vuole riappacificarsi, lui non vuole e se ne va, lei lo denuncia. Così semplice.
E-mail del 29 agosto 2002 a Brian Whitney (P48L11):"gli ho dato tre settimane per aggiustare le cose, e lui non pensa di avermi fatto niente. Quindi questa è la storia. Becca".
Quando la White ha inizialmente visto questa e-mail ha dichiarato di non averla scritta:" è pazzesco. Gli ho dato tre settimane per ... io non l'ho detto, non è possibile". Poi Bamieh le ha mostrato una delle e-mail da lei stessa fornite al Procuratore : stesse esatte parole (P48L28).
E' stata quindi costretta ad ammettere l'autenticità della e-mail. Ed il suo commento? E' stato semplicemente un errore? "Oh, non sono sicura esattamente di quello che intendevo".
Ed ancora, nella preliminare del 25 agosto 2005, alla domanda della difesa se lei avesse contattato il Parlanti in Gulfport, prima di denunciarlo allo sceriffo di Ventura, la White ha dichiarato di averlo chiamato sul suo cellulare per "give him one last chance" (dargli un ultima possibilità).
Ma, visto il suo rifiuto di parlare con lei, la White ha deciso di andare sino in fondo e denunciarlo per "PERCOSSE, SEQUESTRO E STUPRO".
Ed infine, nella sua dichiarazione scritta inviata via fax al detective Reilly il 22 luglio 2002 (P46L18) :" ho provato a fare la pace con lui, dargli una possibilità per riparare quello che ha fatto, ma lui chiama altre donne e parla con loro invece che con me".
Come si da un'altra possibilità, una ultima possibilità a qualcuno che ti avrebbe "massacrato" di botte (P68L26), legato e stuprato da tre a 5 volte (a seconda delle versioni) (P62L1) infilando un pugno nella tua vagina ed una mano nel tuo ano (P57L6)? Ma forse, molto più semplicemente, quello che la White intendeva è quello che lei stessa ha scritto nella sua dichiarazione al detective Reilly: fai la pace e torna con me o ti mando in galera per il resto della tua vita!

Torna comunque
Anche dopo averlo denunciato, la White continua a professare il suo amore per Parlanti e a cercare di riavvicinarlo inviando dozzine di emails ai suoi colleghi, amici, perfino alle sue ragazze correnti ed ex.
Questo, per esempio, è quello che scrive a Katia Anedda in una email del 15 novembre del 2002 (P51L22): "adesso ho amici 'Mafia' qui che possono mettere a posto tutto, ma Carlo non mi ama. Lo so. Voglio soltanto che lui sappia che io lo amo".
Rispondendo alle domande del procuratore Gilbert Romero riguardo a tutte queste dichiarazioni di amore via email, la White ha cercato di nuovo di cambiare le carte in tavola dichiarando di averle inviate nel tentativo di adescare il Parlanti per farlo tornare negli USA e farlo arrestare.
E' a questo punto che l'avvocato della difesa, Ron Bamieh, le ha chiesto di confermare che in effetti lei ha sempre e solo voluto che il Parlanti fosse arrestato, come nel fax del 22 luglio 2002 al detective Reilly (P56L24): "per favore arrestatelo al lavoro e presto".
E questo è quanto la White dichiara, nessuna intenzione di cercare di riconquistare il Parlanti, unica intenzione quella di vederlo arrestato (P34L9).
Ed ecco che di nuovo la White si vede costretta ad ammettere l'autenticità di un' email inviata a Brian Whitney il 30 agosto 2002 (P33L21): "ho appena scoperto di cosa stanno accusando Carlo. Digli di scappare. Becca."
E subito dopo, manda un'altra e-mail con più o meno lo stesso testo a Katia Anedda (P57L3).

Delega  Notarile
Come se tutto ciò non bastasse, la White stava aiutando Parlanti in una qualche causa legale che lui avrebbe intrapreso.
La White aveva ottenuto da Parlanti una delega notarile (P81L17) per gestire le sue proprietà, forse per questo aiuto legale o semplicemente per i continui viaggi intrapresi dal Parlanti per lavoro.
Qualunque fosse il motivo per cui l'aveva, di sicuro la White intendeva utilizzarla.
In un' e-mail a Brian Whitney del 29 agosto 2002 (P81L23) la White dichiara proprio questo, specificando che i server potevano andare a Brian, il computer alla figlia della White, la spider e la Ducati del Parlanti venduti per contanti etc.

Risposta del Procuratore
Il Procuratore Gilbert Romero ha tenuto a precisare che la White non ha, per il momento, cause civili in corso contro il Parlanti (P23L5).
Sembra quindi che la White non voglia ottenere vantaggi economici da quanto fatto, (a parte i vari sussidi totali per donne vittime di violenza), ma aspiri solo a vedere il Parlanti in prigione per i prossimi 12 anni.
In aggiunta, Romero tiene a precisare che mai, in tre giorni di testimonianza, la White ha dichiarato di aver mentito, di non essere stata picchiata, di non essere stata stuprata (P16L6).
Al di là dei tre giorni di testimonianza che sono invece stati 4, tutto questo assume veramente i colori del ridicolo.
La White ha raccontato fatti surreali, impossibili dal punto di vista fisico e biologico; è stata pesantemente incoerente per ben 4 giorni e soprattutto ha commesso decine di spergiuri in una corte di giustizia.
Ma sapete cosa? Non ha dichiarato di non essere stata picchiata e non ha dichiarato di non essere stata stuprata.
Quindi il Parlanti è colpevole di PERCOSSE, IMPRIGIONAMENTO E STUPRO, semplice a dir poco!