"Qualche centinaio di criminali puo' essere messo in liberta', ma un solo uomo innocente non deve finire in prigione, perche' questo trasformerebbe l'intero sistema legale in un sistema criminale" (Venkatraman Iyer)
07 marzo 2009
Carlo Parlanti - 5 Marzo: e’ solo l’ inizio
Oggi 5 Marzo 2009 si e’ tenuta la manifestazione di fronte all’ambasciata USA di Roma e I consolati USA di Napoli, Firenze e Milano A sostenere la richiesta dell’associazione Prigionieri del Silenzio, dell’avvocato Costantino Cardiello e la famiglia di Carlo Parlanti, di dare da parte dello stato USA una risposta sul perche’ un Italiano e’ stato incarcerato sulla base di prove contraffatte, militanti di Casapound erano presenti nei pressi di tutti i consolati USA in Italia, Gianluca Iannone i suoi attivisti, rappresentanti di NDS e Simona Cenni di AS erano a Roma a manifestare la loro solidarieta’ nei confronti del nostro concittadino. La madre e il presidente di Prigionieri del Silenzio, dopo una lunga attesa, sono state ricevute dal responsabile sicurezza dell’ambasciata. Alla vista delle prove contraffatte e della documentazione che dimostra chiaramente non solo l’innocenza del Parlanti ma soprattutto la colpevolezza di chi ha prodotto questa documentazione in un aula di un tribunale statunitense, hanno indicato che il consolato italiano deve fare in modo che siano presentate delle denunce presso autorita’ Californiane come ad esempio il http://www.cal-fsi.com/index.php?option=com_frontpage&Itemid=1 California Forensic Science Institute, e l’uffficio dell’Attorney General che sono preposti a vigilare sul corretto svolgimento delle procedure penali. Non hanno pero’ commentato verbalmente quando sono stati messi al corrente del fatto che la famiglia del Parlanti ha piu’ volte cercato di presentare denunce presso gli Affari Interni della polizia della contea di Ventura e uffici dell FBI di Los Angeles e che i consolati italiani in California stanno, da piu’ di un anno cercando di entrare in contatto con l’Attorney General della California senza neppure ricevere una risposta. I funzionari dell’ambasciata si sono impegnati a comunicare gli esiti del colloquio al dipartimento di Stato, ma rimane comunque vago ed incerto se e quando sara’ possibile effettuare delle vere e proprie denunce ed ottenere delle risposte formali circa l’uso di evidenze contraffatte durante i procedimenti penali a carico del Parlanti. Certamente Carlo Parlanti non si stanchera’ di denunciare i soprusi subiti, certamente i suoi supporter, l’associazione Prigionieri del Silenzio, i movimenti il cui obiettivi sono Giustizia e Verita’ non si stancheranno di sostenere Carlo Parlanti. Il 5 Marzo 2009 e’ solo l inizio
Katia Anedda 04:23