"Qualche centinaio di criminali puo' essere messo in liberta', ma un solo uomo innocente non deve finire in prigione, perche' questo trasformerebbe l'intero sistema legale in un sistema criminale" (Venkatraman Iyer)
Vorrei esserti vicina, almeno sentirti telefonicamente ma ci hanno tolto anche questo, la speranza di rivederti vivo e di ridarti la tua vita, la tua dignita' a pieno e' viva in tutti noi, forza Carlo, non permettiamo a nessuno di annientarci, non lo meritano
Katia Anedda 23:18
La sua lettera del 23 Ottobre
Cara mia Principessa
Dopo un tentative a vuoto oggi finalmente il luogotenente Ellis mi ha fatto parlare con Enrica (dopo ben 11 giorniL) Lei mi ha confermato che riceve le mie lettere anche se ha appena ricevuto la mia prima per cui ci vogliono piu’ di 10 giorni. Mi ha anche detto che tu hai ricevuto una mia lettera, per cui debbo aver “beccato” l’indirizzo di Valerie: Ho dato ad Enrica tutti gli aggiornamenti verbalmente ma li riscrivero’ anche qua in modo che tu possa pubblicare la lettera sui blog (ti prego non ti dimenticare di pubblicare anche la lettera di Valere in inglese); in piu’ ti mando un piccolo calendario dove ho tenuto traccia degli eventi perche’ ne ho disegnato un altro (dopo 14 giorni incatenato al letto la noia e’ diventata la mia concubina L)
Ieri e’ tornata la seconda biopsia, negativa al cancro ma anche senza indicazioni su cosa possa essere l’ombra nei raggi x e TAC! Proprio la situazione di cui avevo cosi’ tanta paura e per cui avevo pianto con te nelle lettere precedenti (di trovare un dottore e dirmi cosa fare) L Enrica mi ha detto che finalmente lo state facendo ed adesso capisco che le mie lettere con descrizioni ed appelli non le avete ancora ricevute: purtroppo e’ tardi perche’ non mi hanno dato tempo – decidi ed ora! Sia Venerdi che tutto il fine settimana ho pianto e mi sono disperato perche’ non mi arrivava un aiuto da voi e mi sono sentito completamente abbandonato, poi mi sono fatto forza e nel mezzo della disperazione ho deciso di farmi operare, forse soprattutto per paura di stare in uno di questi infermi ossessionato dal cancro e dal poter fare le visite di controllo quando necessarie!
Poi pero’ e’ successo qualcosa di strano; ieri il primario mi ha detto di avere due possibilita’ operare o aspettare duo e 3 mesi per un’altra TAC di controllo (per vedere se cresce o si riduce) e nonostante la mia mente pensasse “surgery” la mia bocca ha risposto di voler aspettare due o tre mesi e fare un’altra CT Scan!! E’ stato come ascoltare una conversazione tra altre due persone – non io a parlare, solo la mia bocca!!!
Forse ho completamente perso la testa, ma questo e’ quello che e’ successo ed il Primario ha commentato che lui avrebbe fatto la stessa cosa perche’ un’operazione ai polomoni e’ una cosa “grossa” e dopo due biopsie negative (anzi 3 perche’ nella prima avevano preso due campioni da punti diversi) probabilmente non e’ cancro!
E’ assurdo che non si trovino d’accordo neppure fra di loro: lui cos’, la specialista dei polmoni che mi avrebbe aperto subito, il chirurgo della seconda biopsia che dice e’ fondamentale sapere cos’e’, quello della prima che mi ha anche messo il tubo di drenaggio che mi rimprovera dicendomi che se non avessi fatto la seconda non sarebbe successo (che poi non e’ vero perche’ aria c’era gia’ alle prime quindi non si sa!) e poi tutti gli assistenti dietro…e come se non bastasse non mi danno neppure la possibilita\ di prendere informazioni o di appoggiarmi a te per una decisione: isolato, niente telefonate e 10 giorni per una lettera !!!
Poi debbo prendere una decisione su di una chirurgia ai polmoni e debbo farlo immediatamente: sono dei Barbari!!!
Ti faccio la solita lista di eventi:
22/10 Raggi x per controllare aria nelle pleure, 2nda biopsia -> Niente cancro /ombra
Decido di aspettare 2 o 3 mesi per l’altra TAC. Il segnale “Airborne” e’ di nuovo sulla porta – mi dicono che debbono avere tutti e 3 gli sputi con coltura (striscio non e’ abbastanza). Chiudono il tubo del drenaggio per test
Raggi X per controllo aria – poca aria ma c’e’!
Aprono il tubo di drenaggio di nuovo
23/10 Chiudono il tubo del drenaggio per testa (domani altri raggi x e forse via il tubo)
Non so se ho fatto la scelta giusta ma come ti ho detto non sono neppure sicuro di “avere scelto” per niente. Tu fammi sapere tranquillamente cosa ne pensano i dottori e la gente costi’, ti prego, e ti prego di scusarmi se ho pianto ed implorato ma e’ stato il periodo peggiore della mia vita e l’ho dovuto affrontare da solo ed incatenato ad un letto L e purtroppo so che c’e’ molta gente che sta lavorando anche adesso per parola inconprensibile(avvolte nemmeno io capisco la sua grafia ndr) tutto questo e stancarmi una volta e per tutte!
Se mi tolgono domani il tubo e ricevono presto i risultati delle colture degli sputi dovrebbero rilasciarmi e rimandarmi a Wasco (purtroppo) e penso Enrica stia comunque cercando di venirmi a trovare, qui oppure la’!
Ti prego ricordati quali solo le condizioni di vita e la violenza la’, di parlarne e di cercare di sapere quanto tempo mi terranno in quel posto dimenticato da Dio!
Ho chiesto anche a Valerie se potete al piu’ presto farmi avere materiale per scrivervi (buste, carta e francobolli) e qualche importantissimo libro da leggere, perche’ saro’ chiuso 24 ore al giorno L (li non c’e’ libreria, ricordi?) Se potessi anche versarmi un poco di soldi per le necessita’ primarie te ne sarei grato perche’ anche piccole cose come un paio di ciabatte da doccia per non prendere funghi ai piedi ed un poco di caffe’ contribuiscono a rendere la vita un pochino meno miserabile L Spero che domani la conferenza stampa sia un successo ed ho pregato anche Enrica di farmi sapere qualcosa: ti prego amore, fatemi sapere della realzione sulle foto false, delle investigazioni di polizia e FBI e della conferenza!!!
Mi manche da impazzire e mi mancano quei pochi minuti passati al telefono con te L
26 ottobre 2007
La lettera del 17 ottobre decimo giorno di isolamento
Caro dolce Tesoro, Scusa di nuovo per la scrittura: questa volta ho dovuto rompere una matitina per usare la mina perche’ ho chiesto varie volte una appuntita ma niente Dopo la mia richiesta di ieri la esperta dei polmoni ha chiesto ad Avenal i raggi di 5 mesi fa che sono arrivati oggi; io mi ero addirittura fatto un prospetto da discutere con lei (che ti mando) ! non e’ servito a molto …oggi e’ venuta e mi ha detto che su quei raggi non c’e’ niente e che devo decidere se voglio firmare per l’operazione! Mi sono ricordato della sua spiegazione di ieri ed ho chiesto che fine aveva fatto la seconda biopsia! Allora ha acconsentito a farmela fare (sono senza cibo per cui dovrebbe essere oggi) ma ha anche ribadito che devo decidere perche’ anche se torna negativa bisogna operare! Se ne e’ andata senza farmi chiedere od aggiungere altro (che l’ho fatto a fare io il diagramma?) e lasciandomi nello sconforto piu buio! Se non domani, domani l’altro ci sara il risultato di questa seconda biopsia e loro pretenderanno una decisione da me che onestamente a questo punto vorrei tanto morire e finirla di soffrire! Ho un disperato bisogno di aiuto e di direzioni….non ce la faccio a decidere….sono devastato da anni di carcere duro ed ultimamente ho subito due terribili settimane di isolamento, paura ed orrore! Ho bisogno che tu ed un medico mi diciate cosa devo fare perche’ io non ho la forza di decidere; non ce la faccio piu’… Il dramma piu’ grosso e’ che decidere di aspettare e monitorare l’ombra con la TAC non e’ la stessa cosa che nel mondo civile!!! Una volta ribattuto a Wasco possono passare anni prima che mi concedano una TAC di controllo come ben sai. E nel frattempo, se e’ cancro, e’ libero di dilagare!!! Ovviamente cio’ vale a neo che il governo italiano non si decide a liberarmi da questi carnefici! Ho bisogno di una decisione e non ce la faccio a prenderla! Ho bisogno del tuo aiuto e questi mi tengono in isolamento e non ci fanno parlare (sembra che ci foglia anche il secondo testa dello sputo per togliermi dall’isolamento infettivo, ma scommetto che comunque mi terranno incatenato al letto e spariranno solo le mascherine). Quando ci sara’ il risultato (penso venerdi’ a questo punto ma spero tanto lunedì) diro che aspetto un suggerimento dalla mia famiglia tramite il consolato ma ti prego di capire che ho bisogno di una vera e propria decisione perche’ sono disperato! Fino a questo punto della lettera ho mandato una copia quasi esatta ad enrica e le ho chiesto di farmi sapere qualcosa o di aiutarmi a farli aspettare per la tua risposta (e del dottore) !!! Stessa cosa con Valerie ma chiaramente in inglese ? non sono sicuro se l’indirizzo che sto provando a memoria e’ quello buono ed e’ vitale che tu riceva queste informazioni (anzi cercate di confermarmi se le ricevete o no e magari di trovare dei canali per scrivermi e darmi degli aggiornamenti, per favore) Ho anche chiesto a Val di mandarti il diagramma che ho fatto (cosi il dottore puo dirti se ha senso) e la sua lettera in inglese in questo modo puoi pubblicare entrambe nei siti internet per far capire alla gente che razza di torture psicologiche sto subendo. Aiutami a decidere e ricordati che sei la cosa piu’ preziosa che io abbia mai avuto: sarebbe una tragedia perderti ora che ti ho ritrovato …
17/10/07 Dopo la biopsia
Caro dolce Tesoro, il chirurgo di questa seconda biopsia e’ stato molto confortante (ed in completo disaccordo con la specialista dei polmoni)! Mi ha spiegato che l’altra volta erano stati prelevati due campioni ma visto l’esito lui e’ convinto fossero mal prelevati. Ha affermato che e’ assolutamente importante sapere di cosa si tratta e mi ha confortato dicendomi di avere un 95% di successi nelle sue biopsie. Ha prelevato il campione dal fronte questa volta (dal pettorale, sapessi che brividi) ed ha commentato immediatamente di essere sicuro di aver beccato il nodulo! Speriamo bene e speriamo che il “warm” feeling che mi ha dato non sia solo un’impressione. Adesso c’e’ da attendere il risultato ma spero che nel frattempo facciate vedere ad un medico le mie descrizioni ed i records dell’ospedale cosi’ che sia pronto ad aiutarmi con una decisione… Se puoi cerca anche di capire logisticamente come posso farti avere questa ultima biopsia e ricevere una decisione da te e dal medico velocemente senza spazientire i secondini qua! Probabilmente tramite Enrica? Anche questo pezzo lo copiero’ pari pari per Enrica cosi’ chi prima tra lei e Valerie la riceve te la fara’ avere. Vuoi ridere? Dovro’ scriverlo su mezza pagina in Italiano per Enrica e su mezza pagina in Inglese per Valerie perche’ ho finito anche la carta e questi bravi signori e’ tutto il giorno che mi ignorano: non scherzo, lo avro’ chiesto almeno 10 volte a 10 guardie diverse e spiegando a tutte l’urgenza di mandare notizie al consolato italiano e tutti mi rispondono @si, tra 5 minuti, appena finisco questo giro…@ ? Non ti dimenticare quanto ti amo Carlo
Katia Anedda 03:25
25 ottobre 2007
Perche' sostengono Carlo
Marie:
Perché sostengo Carlo ? La vicenda di Carlo Parlanti mi ha colpita subito. Carlo è un uomo qualunque. Potrebbe essere un fratello, un amico, un vicino di casa. Quindi va aiutato. E quale mezzo è più idoneo ed efficace se non il web ? Vedo molta indifferenza verso questa storia. Certo, le persone penseranno : “ POVERINO, è da tre anni rinchiuso in carcere…” ma il giorno dopo puntuali tornano nel loro guscio fatto di disinteresse e di egoismo. Sono tanti i punti oscuri di questa vicenda. Sembra la trama di un film. Le incongruenze del processo, fatti inspiegabili, come se Carlo fosse vittima di un oscuro ingranaggio. Perché nella civilissima America succedono queste cose ? perché Carlo viene considerato e trattato come un pericolosissimo individuo ? Ma soprattutto non mi spiego perché in questi anni sia stato sballottato in vari penitenziari della California, fino a sprofondare nell’inferno di Ventura. perché sia stato preso di mira anche dalle guardie carcerarie che gli avranno creato non pochi problemi di convivenza all’interno di una struttura già di per sé disumana. Perché le persone preposte a fornire risposte si passano “la patata bollente”.E’ altresì evidente che i diritti umani di Carlo sono stati continuamente violati in questi anni. Carlo è ammalato, e non è stato mai curato adeguatamente, al contrario, giunto a Ventura gli è stato tolto il farmaco per l’asma. A Carlo proprio ultimamente non è stato consentito di dedicarsi alla lettura. E quando è stato messo in isolamento in infermeria per sospetta TBC non gli è stato concesso di lavarsi e di cambiarsi per tre giorni, al pari di un animale. Sconcertante anche la mancanza di notizie su Carlo : centinaia di mail senza risposta, conversazioni telefoniche con il penitenziario misteriosamente interrotte, addirittura al Consolato italiano è stato impedito di avere notizie e contatti con Carlo. Carlo doveva tornare ad Avenal e si è ritrovato invece all’ospedale di Wasco per accertamenti. Anche qui nessun contatto. Nemmeno una parola. Non ci resta che gridare al mondo queste ingiustizie. Un uomo ha dei diritti e questi vanno rispettati.
Valentina:
Perché è deciso di aiutare Carlo Parlanti e la sua famiglia in questa battaglia? Non è molto difficile da spiegare. Perché ho sentito che dovevo farlo. Punto. Non c’è nessun altra spiegazione. Conoscendo il mio carattere, pur rimanendo colpita dalla storia appena letta, così per caso mentre navigavo in rete, prima di espormi ed esprimere un giudizio mi sono informata. Non voglio entrare nei meriti legali della faccenda, non ne ho potere ne mezzi, semplicemente posso dire che da quel giorno ho pensato che non potevo rimanere ferma senza fare niente. Non si tratta della mera diatriba “colpevole-innocente”, si tratta di diritti negati, di aiutare una persona come me, come qualsiasi altra ad essere rispettata nella sua dignità. Così quindi, ho lasciato una mail nel sito costruito dalla sua compagna, la sig.ra Katia Anedda per diffondere la storia di Carlo e da lì è nata questa sorta di “collaborazione di intenti” con Mara, Marie e Stefi, le ragazze che su Libero hanno aperto un blog per aiutare Katia a rendere nota la storia di Carlo. E’ da lì che partono le iniziative, i video, tutto ciò che riteniamo possa aiutare Carlo. Nel nostro piccolo, tentiamo di fare il meglio che possiamo.
Purtroppo, nonostante le molte iniziative da noi intraprese, le risposte delle istituzioni non sono state pienamente soddisfacenti, tranne per ciò che concerne l’on. Zacchera e qualche altro sporadico intervento. Oltre ad aver scoperto la forza, la dignità che contraddistinguono la sig.ra Anedda, ho avuto la fortuna di riuscire ad intavolare un rapporto epistolare con Carlo. E trovo ogni volta sempre più sconvolgente la forza d’animo che possiede. E non mi stancherò mai di dirlo, la sua dignità. Lotta come un disperato per far si che i suoi diritti vengano riconosciuti, anche quando tutto va malissimo.
Personalmente vorrei che la gente, i media, smettessero di essere insensibili alla sua storia. Al momento solo i blogger hanno ricevuto il messaggio. Le voci sono ancora troppo poche e troppo flebili nonostante le 10mila firme delle due petizioni aperte per Carlo.
Spero veramente con tutto il cuore si poterlo vedere presto in Italia ed in buona salute.
Mara:
Era il 24 agosto 2007. Tornavo da un settimana di vacanza, la prima vera vacanza dopo tanto anni. Ero riposata, soddisfatta, ritemprata, abbronzata e nelle orecchie avevo ancora l’eco delle risate fatte con gli amici. Mi trovavo alla stazione di Mataponto,il treno che doveva riportarmi a casa aveva un lungo ritardo, almeno 2 ore, così al bar ho cominciato ad acquistare quotidiani e settimanali, la settimana enigmistica non sarebbe bastata a farmi ingannare il tempo. Ho cominciato a sfogliare il giornale che preferisco, pensando di fare come sempre, prima una scorsa veloce ai titoli e poi, indietro a rileggere attentamente. Quel giorno non è stato così, sono arrivata ad un articolo che subito ha catturato la mia attenzione, e che ho letto e riletto più volte, Libero quel 24 agosto pubblicava la storia di Carlo. E da quel giorno ho cominciato a seguire Carlo e la sua vicenda incredibilmente terribile, sempre da più vicino. Il giorno dopo ho pubblicato il primo post, poi il secondo, e intanto mi tenevo informata attraverso il suo sito. Più sapevo e meno mi capacitavo, sembrava una storia surreale, quasi grottesca, impossibile che fosse capitata a un uomo dei nostri giorni. Un giorno vengo invitata a scrivere su un sito di informazione e lì scopro che altri si interessano di Carlo, oltre ai mei scritti su di lui ci sono i loro. La rete degli amici di Carlo sul Web si allarga e così sino a quando la redazione di Digiland Libero, sulla cui piattaforma c’è il mio blog,mi contatta per una intervista telefonica. Era il 19 settembre e quel giorno per la prima volta ho contattato Katia, la fidanzata di Carlo, le scritto una e.mail per dirle che la redazione di Digiland Libero la voleva intervistare e aveva bisogno del cellulare. Da quel momento in poi per me è stata full immersion nella vicenda di Carlo. I miei post non sono passati inosservati, la già nota sensibilità di un'altra blogger, Marie, è rimasta scossa dalla storia di Carlo e con lei abbiamo cominciato a chiederci cos'altro potessimo fare per aiutarlo ad uscire dall'incubo oltre a scrivere nei nostri blog, invitare gli amici a farlo o chiedere di inserire nei blog un banner creato apposta. Qualche giorno dopo ci è venuta l'idea di creare un blog per Carlo, un blog aperto di modo che chiunque potesse scriverci, e da qui il passo è stato breve perchè l'indignazione crescesse e inducesse più di una persona a collaborare, anche solo con una idea, la proposta di una iniziativa. Giorno dopo giorno è stato un fiorire di attività a cui ognuno partecipa con le proprie competenze, chi prepara i testi da inviare, chi li traduce in inglese, chi prepara i video, chi ricerca gli indirizzi di posta elettronica a cui inviare quanto elaborato, nessun obbligo ma solo tanta spontanea partecipazione. Risposte ne abbiamo avute ben poche e quando le abbiamo avute sono state solo di rinvio ad altre persone, altri enti. Chi di dovere se ne lava le mani come Ponzio Pilato, solo la gente comune risponde con entusiasmo perchè toccata nelle corde dell'indignazione e della sofferenza di un uomo. La sera, spesso, quando ci sentiamo facciamo un bilancio della nostra giornata per Carlo, e l'amarezza è grande, pensiamo di non avere fatto abbastanza o di non avere avuto ancora l'idea migliore per percorrere la strada giusta. Mi sono chiesta più volte il perchè di tanta indifferenza della classe politica, solo un parlamentare si è interessato al caso di Carlo, gli altri nemmeno ci rispondono. Più rifletto sui perchè e meno riesco a trovare risposte; quando si cerca di corrispondere con qualcuno è preferibile avere risposte anche negative, importante è sapere qualcosa, Carlo e noi invece siamo tenuti in una situazione di oblìo da cui è quasi impossibile pensare a strategie utili così che spesso procediamo alla cieca tentando ora una carta ora un'altra. Così i giorni passano e mentre ci sono sviluppi inaspettati, come l'aggravamento del suo stato di salute che lo ha fatto ricoverare in isolamento in ospedale, nonostante pregresse recenti analisi non facessero pensare ad una situazione così grave, come l'impossibilità di sentirlo per telefono, la preoccupazine per lui raggiunge livelli di allarme, dagli Usa arrivano notizie sporadiche e frammentarie quando i funzionari del Consolato riescono a parlargli per telefono; la situazione è già quella che è, la mancanza di un referente che dia certezze, positive o negative, peggiora le cose. Ho ripetuto più volte che non voglio fare discorsi da innocentista o da colpevolista, l'augurio che faccio a Carlo è quello di un giusto processo e che i suoi diritti di uomo e di detenuto vengano garantiti e tutelati.
Claudio Chittaro
Sono venuto a conoscenza sei mesi fa circa della vicenda di Carlo e, dopo le dovute verifiche sulla veridicità di quanto riportato sul suo sito, ho deciso spontaneamente ma fermemente di appoggiare la sua causa. Nessuno, tengo a precisarlo, se non la mia coscienza ed il mio altruismo mi hanno portato a questa decisione. Mi sono messo nei panni di un comune cittadino che paga regolarmente tutte le tasse e, pertanto, ritiene giusto essere perlomeno tutelato e seguito dalle Istituzioni. altrimenti il rischio è che venga inevitabilmente meno la fiducia ed il rispetto delle stesse. Ho deciso pertanto con fermezza, metodo e periodicità di chiedere alle stesse Istituzioni ed ai media di occuparsi del caso, ed è qui che ho dovuto constatare l'impossibilità di entrare in contatto con gran parte di coloro che ci dovrebbero rappresentare. A fronte di più di 500 email e un centinaio di fax ad un po' tutti gli organi Istituzionali ho ricevuto come risposta un paio di telefonate ed un'email, null'altro, in barba al famoso detto "domandare è lecito, rispondere è cortesia". E tengo a precisare che, essendo una persona che crede molto nel dialogo civile e costruttivo, tutti i messaggi erano e sono civili, educati e propositivi. Difronte a simili risultati chiunque si scoraggerebbe e anch'io, confesso, ho avuto dei momenti in cui mi sono chiesto "ma chi me lo fa fare". Però poi la sera mettevo la testa sul cuscino e pensavo a Carlo, alla sua vicenda e, soprattutto, a come sia difficile per me ricondurla all'interno del concetto di EQUITA' e GIUSTIZIA. Ed è per questo che l'indomani mi alzo sempre più combattivo e voglioso di provare a fare qualcosa, quel qualcosa che qualcun'altro dovrebbe fare al nostro posto probabilmente ma che evidentemente finora non ha fatto poi così bene. Come detto molto credo molto nel valore della politica, nella possibilità di trovare attraverso essa, risposta e soluzione a tanti torti. Quella di fare qualcosa per qualcuno sarebbe a mio avviso la vittoria della politica dei fatti sulla politica delle polemiche e delle parole, la vittoria di una politica per i cittadini anzichè di una politica per "se stessi", di una politica che sia politica e... non altro! Spero ancora che questo possa accadere, ma nel frattempo non Vi nascondo che continuerò a muovermi ed a coordinare amici ed altri 80 blogger che come me hanno cari certi elementari valori che vedono altresì calpestati nell'indifferenza generale.
Da Pietro Beretta
Mi chiamo Pietro Beretta, ho 31 anni e, come Carlo Parlanti, sono un programmatore informatico. Ho appreso la storia di Carlo nell'agosto 2005 leggendo un articolo di Riccardo Bocca sul settimanale L'Espresso. Pur tra le mille notizie drammatiche che ci travolgono ogni giorno, questa vicenda mi ha fatto subito gelare il sangue nelle vene. Forse perché Carlo è un collega. O forse perché anch'io, come molti tra quelli che fanno il nostro mestiere, lavoro e viaggio all'estero, dove ho spesso conosciuto la sensazione spiacevole di vulnerabilità che colpisce chi è straniero e lontano dai propri riferimenti, specialmente di fronte all'arroganza delle autorità. Ma forse questa storia mi ha più semplicemente sconvolto in quanto cittadino italiano, che improvvisamente si sente mancare sotto i piedi le garanzie e i diritti che credeva ormai consolidati nel proprio Paese e nei Paesi che vengono oggi definiti "civili".
Subito dopo la lettura dell'articolo ho visitato il sito dedicato e Carlo e ho contattato Katia Anedda per esprimerle la mia vicinanza. In quell'occasione ho trovato una persona forte e appassionata, ma allo stesso tempo equilibrata e intelligente, che nonostante i propri limiti (la scarsa conoscenza della lingua inglese, ma anche e soprattutto i non infiniti mezzi finanziari) aveva deciso di dare letteralmente la vita per aiutare il proprio compagno. Stimolato dalla determinazione e dall'esempio di Katia, ho deciso di dare il mio contributo alla battaglia di Carlo, condividendo da allora sino ad oggi tutte le stazioni di questa interminabile via crucis.
Verso fine del 2005 si preparava il processo. L'estradizione in America, nell'incredibile indifferenza delle nostre istituzioni, era già avvenuta. In quel periodo Katia mi chiedeva spesso di tradurre la fitta corrispondenza di email che scambiava ogni giorno con l'avvocato difensore. Carlo, nonostante le forti pressioni esercitate dall'avvocato e dal procuratore, si era strenuamente rifiutato di ammettere i reati contestatigli. Nonostante l'esito altamente incerto di un processo con giuria popolare, l'impianto accusatorio a suo carico era infatti così inconsistente e fantasioso che sarebbe stato praticamente impossibile dimostrare la sua eventuale colpevolezza. E lui, come era ed è suo diritto, voleva GIUSTIZIA, anche per gli anni già trascorsi nelle prigioni tedesche.
Tralascio per ragioni di tempo e di buon gusto la cronaca giudiziaria di quel processo, che è comunque ben documentato dalle trascrizioni disponibili su internet. Mi limito a dire che, dalle improbabili fotografie magicamente apparse a distanza di due anni dalla denuncia, fino alle infinite ritrattazioni e rettifiche della presunta vittima, che si è addirittura spinta a spostare la data del crimine di una settimana per far quadrare la sua ricostruzione, il procedimento sembrava sempre più evidentemente avviato verso l'assoluzione di Carlo, il quale nel frattempo aveva comunque già patito abusi e pene infernali durante la carcerazione preventiva. Si può dunque comprendere con che dolore e con che sorpresa abbiamo appreso, il 20 dicembre 2005, il verdetto di colpevolezza che condannava questo italiano già provato dalla malattia e dalla depressione a scontare 9 anni di carcere lontano dalla sua famiglia e dal suo Paese!
Da quel tristissimo Natale è stato purtroppo un susseguirsi di delusioni e notizie negative. La salute di Carlo peggiorava di giorno in giorno, il mondo politico e diplomatico e i mass media rispondevano distrattamente ai nostri appelli, il processo di revisione si annunciava costoso e disperato, mentre mille difficoltà di ordine pratico ed economico rendevano sempre più penosa la carcerazione ingiusta del Parlanti.
Unica nota positiva in tanto dolore era l'impegno instancabile di Katia e di altri pochi ma determinati sostenitori. Io stesso, pur limitatissimo nelle mie possibilità di tempo e di quattrini, ho scritto appelli su appelli e ho spedito a Carlo numerose lettere. Le sue risposte, scritte sui fogli ingialliti e diafani che la direzione carceraria concede ai detenuti, sono la fotografia di un uomo affranto e depresso, ma allo stesso tempo incredibilmente lucido e a volte persino ironico, pur nell'ingiustificata follia che lo ha travolto.
Oggi le notizie che ci giungono sul nostro connazionale sono allarmanti, ma non sorprendenti. Le condizioni disumane della detenzione, unite alla precarietà fisica e alla prostrazione morale, stanno portando Carlo a un comprensibile deterioramento che oggi rende plausibile preoccuparsi per la sua stessa sopravvivenza. Per questo motivo ripeto, insieme a Katia e ai 10.000 firmatari della petizione, l'appello che da tre anni viene rivolto al mondo politico e giornalistico. Occupatevi di Carlo Parlanti, denunciate la sua sofferenza ingiusta, garantitegli cure mediche, dignità, attenzione, ma soprattutto una GIUSTIZIA CHE SIA FINALMENTE GIUSTA.
Katia Anedda 11:49
Richiesta urgente di intervento al governo italiano
From: katia@carloparlanti.it [mailto:katia@carloparlanti.it] Sent: giovedì 25 ottobre 2007 21.51 To: 'franco.danieli@esteri.it'; 'massimo.dalema@esteri.it' Cc: 'franco.londei@secondoprotocollo.org'; 'margherita@margheritaboniver.it'; 'On. Marco ZACCHERA'; 'marco.mancini@esteri.it'; 'Console Generale Los Angeles'; 'assistenza.losangeles@esteri.it'; 'Maria Margherita Peracchino - News Italia Press'; Mara (ssockm@tin.it); Stella (piggey@libero.it); 'Dani'; 'ROMAGNOLI Luca'; 'moreno.mencarelli@virgilio.it'; 'farmaciacentralesnc@virgilio.it'; 'ginobucchino@bellnet.ca'; 'alberto.maritati@giustizia.it'; 'uguidoni-assistant2@europarl.eu.int'; 'uguidoni-assistant@europarl.eu.int'; 'Uff.Stampa On_Zacchera'; 'antoniodipietro@antoniodipietro.com'; 'clemente.mastella@giustizia.it'; 'fiammacronache@libero.it'; 'roberto.falaschi@esteri.it'; 'Pietro Beretta'; 'c.monceri@secondoprotocollo.org'; 'sandropascucci@yahoo.it'; 'Valentina Cervelli' Subject: Le condizioni di Carlo Parlanti URGENTE
Carissimi Ministro e Viceministro
Vi scrivo allarmata e in cc in questa email ci sono le persone che piu tengono o si sono interessati alla assurda vicenda di Carlo.
Cerco di essere brevissima, sono stata contattata dal consolato di Los Angeles che e’ in cc in questa email, il riscontro e’ stato il seguente:
secondo il consolato:
1) Non si sa ancora di che si tratti per saperlo meglio bisognerebbe aprire (penso voglia dire operare)
Dal rapporto, che se vuole le inoltro risulterebbe che sia comunque scongiurato la TBC e che sia scongiurato il cancro, e’ presente una massa di origine infiammatoria
2) che sia normale che il consolato non sia ammesso a visitare Carlo
Risulterebbe che il 16 ottobre scorso sia stato permesso alla cappellana sister Claudia di visitarlo, ma al consolato continuano a dire che solo gli addetti all’ospedale possono farlo, questo mi sembra davvero inverosimile, il consolato e’ la Vostra rappresentanza all’estero, una cappellana puo e il nostro governo no?
3) anche il medico di fiducia del consolato dice che per capirlo bisogna operare
Scusate, non e’ per sfiducia, ma siccome tutto quanto sino ad oggi detto da Carlo, dall’isolamento gia preannunciato a tutto il resto, prove false etc si e’ verificato, non vorrei stare a pregarvi per far rientrare la SUA SALMA IN ITALIA. Se quindi e’ da operare a nome e per conto del signor Parlanti di cui ho delega notarile che e’ nel Vs fascicolo vi chiedo di farlo rientrare immediatamente in Italia per essere curato. Vi chiederei di denunciare gli abusi che stanno commettendo tra i quali, ed il consolato me ne ha dato conferma di esserne a conoscenza CARLO PARLANTI E’ INCATENATO AL LETTO E NON SI PUO ALZARE NEMMENO PER FARE PIPI, DEVE ORINARE IN UN VASO. Questo trattamento e’ inumano e degradante anche per un colpevole, se poi si tratta di Carlo Parlanti, che come voi ben sapete e’ anche innocente, e’ un crimine in piena regola.
Ora vi chiedo di attivarvi subito, non vorrei arrivare a dover manifestare sotto il vostro ministero con striscioni urlando che state permettendo che venga commesso un omicidio
Per finire in quanto alla macchia sul polmone di Carlo c’e’ la grossa possibilita’ che cio che gli hanno trovato nelle biopsie sono i residui d un infezione, probabilmente funginea (come è la valley fever)
Che vorrei ricordare e’ specifica della California del sud
Ho vissuto con Carlo 3 anni prima che lui si trasferisse in California, sono tornata a vivere con lui negli ultimi due anni prima che fosse arrestato, ho seguito tutte le sue vicissitudini negli anni in cui ha vissuto negli Stati Uniti, in quanto siamo rimasti amichevolmente in contatto e abbiamo condiviso qualche volta piccole vacanze in Italia e in Europa.
Dopo aver superato lo shock dell’arresto di Carlo, che mi ha visto senza sue notizie per vari giorni, mentre lo pensavo per un viaggio di lavoro in Germania ho cominciato a prendere informazioni sull’avvenuto. Mi è bastato leggere il rapporto della polizia di Ventura, CA, definito dal giornalista della Nazione, che ha scritto su questa vicenda, un surrogato della mente fertile di uno sceneggiatore di soop americane, perché mi fossero evidenti l’inattendibilità sia della accusa che dell’accusatrice. Sono innamorata di Carlo e questa vicenda ha distrutto i miei sogni di vita di coppia con lui e mi ha anche dissanguato economicamente (insieme alla famiglia di Carlo ed alcuni dei suoi amici più cari) ma vi prego di credermi che questo non è l’unico motivo per cui da più di tre anni e le mezzo cerco così assiduamente di far sentire una voce in sua difesa. Seduta in una corte di Ventura ho ascoltato 4 giorni di testimonianze di una donna che raccontava fatti fisicamente e biologicamente impossibili, decine di bugie prontamente sconfessate da lei stessa o dalle domande di difesa e d’accusa ed innumerevoli storie discrepanti l’una con l’altra,.tanto da farla chiamare dall’avvocato della difesa la “costantemente incostante Rebecca White”.
Da tre anni e mezzo assisto impotente alla violazione dei diritti umani fondamentali, informandomi su riviste on line ho scoperto che purtroppo quanto succede a Carlo rischia di essere e per alcuni aspetti lo e’ gia’, un male sociale, pericoloso, pericoloso per tutti e in prima analisi per le vere vittime di violenza.
L’intera vicenda potrebbe costituire una perfetta farsa teatrale se non fosse per la tragedia che ha causato nella vita di Carlo e delle persone che lo amano e nella vita di altre persone innocenti a venire.
Katia Anedda 20:45
15 ottobre 2007
Carlo Parlanti: presunto colpevole
Questo post è stato creato per attirare e focalizzare l'attenzione dell'opinione pubblica e delle istituzioni sulla vicenda di CARLO PARLANTI, 42enne fisico e programmatore informatico arrestato ed in seguito processato negli Usa per un crimine che non ha mai commesso. Carlo è ammalato di Epatite C contratta in carcere, di piorrea, sciatalgia ed asma. Per l'epatite Carlo non viene curato. Se al più presto non si interverrà e l'epatite non verrà curata, Carlo potrebbe trovarsi presto in pericolo di vita. In questi ultimi giorni le condizioni sono ulteriormente peggiorate tanto e pertanto Carlo è attualmente ricoverato presso l'ospedale di Mercy di Backersfield con una diagnosi alquanto inquietante. Pioritaria diventa pertanto l'esigenza di RIPORTARE CARLO IN ITALIA affinchè possa venire curato nel migliore dei modi e perchè ciò avvenga occorre UN'AZIONE DI SENSIBILIZZAZIONE. Lo ripetiamo: Carlo è in carcere negli Stati Uniti per un crimine che non ha mai commesso, nel silenzio delle istituzioni italiane che fino ad ora non hanno accolto nessuno dei precedenti appelli. Non lasciamo che un cittadino italiano continui a soffrire nell'indifferenza generale. Aiutiamolo a lasciare la sua ingiusta detenzione ed a far sì che possa ricevere le cure necessarie alla sua sopravvivenza. Firma la petizione internazionale all'indirizzo: http://www.petitiononline.com/parlanti/petition-sign.html?
Prove dell'innocenza di Carlo, le carte processuali, ed i modi per aiutare Carlo sono disponibili all'indirizzo www.carloparlanti.it. All'indirizzo katia@carloparlanti.it, è possibile contattare la Sig.ra Katia Anedda, sempre in prima linea per dimostrare l'innocenza del suo compagno ed impegnata da tre anni in una battaglia estenuante per far si che Carlo possa tornare a casa.
Qui di seguito anche alcuni indirizzi ai quali, chiunque di voi, può scrivere per chiedere più attenzione su questo caso: http://www.adnkronos.com/IGN/ext/contacts.php?mid=2 AdnKronos agenzia@asca.it Ag. Stampa quotidiani Italiani segreteria.redazione@agi.it Assoc. Giornalisti Italiani espressonline@espressoedit.it Espresso ildirettore@ilfoglio.it Il Foglio roma@gazzettino.it Il Gazzettino redazione@ilmanifesto.it Il Manifesto posta@ilmattino.it Il Mattino esteri@messaggero.it Il Messaggero ufficio.centrale@ilpiccolo.it Il Piccolo segreteria.redazione.bologna@monrif.net Il resto del Carlino redazione@ilsecoloxix.it Il Secolo XIX gaspare.borsellino@italpress.com ItalPress segreteria.redazione.milano@monrif.net La Nazione interni@avvenire.it L'Avvenire http://www.corriere.it/romano/scrivi.shtml Lettere a Sergio Romano (Corriere della Sera) esteri@unita.it L'Unità ufficio.centrale@messaggeroveneto.it Messaggero Veneto panorama.it@blog.it Panorama 8262@rai.it Chi l'ha visto? annozero@rai.it Annozero blunotte@rai.it BluNotte diversidachi@rai.it Diversi da chi gabibbo@mediaset.it Striscia la notizia http://www.iene.mediaset.it/segnalazioni.shtml Le IENE http://www.matrix.mediaset.it/dillo.shtml Matrix http://www.report.rai.it/RE_segnalazioni/ Report info@nessunotocchicaino.it Nessuno Tocchi Caino lavitaindiretta@rai.it La vita in diretta redazionetg5@mediaset.it TG5 terra@mediaset.it Terra tg1_speciale@rai.it Speciale Tg1 zapping@rai.it Zapping
AIUTA CARLO a riabbracciare i suoi Cari, DIFFONDI LA SUA STORIA!
Katia Anedda 17:19
Lo stanno uccidendo giorno dopo giorno
Ho rivevuto delle lettere di Carlo quando era ancora in isolamento nell’infermeria di Ventura e voglio condividerle con voi:
5 ottobre 2007
inutile che ti dica come mi sento: ormai sono due settimane che sto chiuso qua dentro.
Sulla cella vicino alla mia c’e’ scritto:
Magallon : Prigioniero in punizione, niente telefono niente dayroom niente materiale da leggere, nien te visite niente spesa, niente proprieta’ personali.
La tenda deve restare chiuso
Inizio 2/9/2007
Fine 15/11/2007
E tieni conto che in questi buchi in infermeria non abbiamo neppure finestre.
Ho risposto a Valentina e le ho scritto il cartello in inglese ma penso di essermi dimenticato di specificare che la tenda della porta chiusa e’ pazzesca perche’ non abbiamo finestre!
Ci rubano anche il tempo qua’ perche non c’e nessun riferimento a parte i pasti.
Il dottore e’ venuto e mi ha fatto una visita veloce (respira, piu forte, di ah, guarda qua, fine).
Mi ha chiesto se tossivo o stavo bene e se ne e’ andato! Tanto che cosa se ne fa una bestia di sapere come va la sua salute?
Gli animali non si preoccupano mica di sapere se sono malati o meno: se stanno male stanno male se stanno bene stanno bene, fine!
Quindi sono ancora qua senza sapere assolutamente niente! A parte il fatto che ieri ed oggi neppure il fluovan mi hanno dato (e’ la medicina per l’asma ndr)
Ridicolo e? Mi spostano in infermeria e mi tolgono la unica medicina che mi avevano lasciato!!!
Quindi ora dovrei essere felice perche’ sono in infermeria con una bella mascherina di carta azzurra per non infettare nessuno (ma se sono solo in cella e mi tirano fuori solo per portarmi ammanettato alla dayroom, da solo???) ma pero’ senza piu neppure il fluoven! Assolutamente piu niente. Chiedi se e’ questo il posto piu umano con cure decenti dove attendere con calma gli sviluppi delle indagini???
Forse esagero con l’amarezza ma sto tanto male piccola mia ed ho anche tanta paura!!!
Paura perche non so se sto bene ed e’ tutta una bufala per tenermi qui, paura perche’ come al solito possono farmi tutto quello che vogliono quando vogliono senza risponderne assolutamente a nessuno e cio’ mi terrorizza!
6 Ottobre 2007-10-15
Le cose qua stanno andando di male in peggio, come avrai visto anche dal fatto che non ti ho potuto chiamare oggi! Ieri non mi hanno fatto fare la doccia ma oggi non mi hanno neppure fatto uscire dalla cella, come se non bastasse ieri dovevano cambiarmi mutande, maglietta e calzini ma non lo hanno fatto quindi puzzo come un caprone selvaggio. Ho la netta sensazione che si tratti di un altro round di intimidazioni per stroncarmi come ai “bei tempi” due anni fa: ieri mi hanno messo nella cella vicina a uno psicopatico che ha tamburellato sui letti di metallo tutto il pomeriggio e tutta la sera, poi si e’ calmato, dopo le medicine, per poi scoppiare improvvisamente nel bel mezzo della notte urlando “allora volete ammazarmi” e sbatterre la testa nella porta di metallo!! Orribile ti assicuro, una roba da ospedale psichiatrico o anche peggio!!
Non mi danno nemmeno le medicine. Ho parlato con un terzo medico oggi che finalmente mi ha confermato che hanno paura della TBC per via delle radiografie. Io gli ho spiegato del test della TBC due mesi fa ad Avenal e delle radiografie sempre la a maggio (tutto negativo) ma lui ha solo detto che mi faranno vedere da una specialista settimana prossima!!! Come ti dicevo, tutta una bufala per terrrorizzarmi! Nel frattempo non mi curano, ne niente altro solo pressione e temperatura ogni tanto, ma chiaramente io non ho febbre ne tossisco perche’ la TBC non ce l’ho (penso proprio). Se invece me l’avessero attaccata? Pensa che bello per il nostro governo i politici che si battevano per farmi spostare in un posto dove potevo essere curato e mi affibiano la TBC
7 ottobre 2007-10-15
Ormai sono sicuro che qualcosa bolle in pentola e siccome il dottore ha detto che debbo vedere uno specialista ho paura che mi mandino fuori, inscenino una fuga e mi facciano fuori.
Ho scritto a Valerie spiegandole la cosa e chiedendole di contattare te e il consolato cercando di intercedere per evitare che mi portino fuori per la visita ed abbiano la possibilita di farmi fuori.
Sono disperato Katia
Sono tre giorni che non mi lavo e sono chiuso in questa fetida cella che non e’ stata pulita da mesi ( e si che e’ l infermeria)! Ho gli stessi calzioni , mutande e maglietta su da una settimana ed ogni notte qualcuno di questi pazzi organizza concerti di batteria utilizzando i letti di metallo e le guardie fanno finta di niente!
Le mani oramai mi tremano come se avessi il parkinson e non faccio che piangere e tremare: provo a leggere e dopo 20 minuti sono esausta e mi addormento un poco; poi mi risveglio di soprassalto per il bong nella porta del bastone metallico per la conta delle guardie, mi scuoto spaventato e non capisco se sono passati 5 minuti un giorno od una settimana.
Katia Anedda 04:46
14 ottobre 2007
help
Help per chi conosce l inglese: http://www.justicedenied.org/weblinks.htm questo e' un sito di casi di giustizia negata, c'e' anche il link al sito di Carlo, comunque nei siti in link ci sono altri link interessanti, se li contattassimo per far conoscere la storia di Carlo e chiedere aiuto? gli facciamo vedere i video, i volantini e chiediamo di aiuarci a fare giustizia, visibilita in america alla vicenda etc.
Katia Anedda 09:48
Questa e' la email che partira' immediatamente ai due ministeri coinvolti e in cc alle loro segreterie e giornalisti
Sono Katia Anedda, donna, italiana, fidanzata di Carlo Parlanti, nonche’ sua amica e persona che lo conosce profondamente. Vi scrivo un ennesima lettera chiedendovi, sta volta di leggerla e valutarla attentamente perche’ un giorno non possiate dire: non lo sapevamo. Carissimo Massimo D’Alema, nonche’ attualmente ministro degli affari esteri, io ho letto molto attentamente le risposte che lei ha dato alle varie interrogazioni parlamentari e ai politici che si sono interessati del caso e mi sono sentita presa in giro, ma lei non sta prendendo in giro me, sta prendendo in giro migliaia di Italiani che credono ancora alle nostre istituzioni. Avere idea della vicenda di Carlo e’ sufficiente leggere la storia sul sito http://www.carloparlanti.it , avere idea dello sdegno che sta provocando negli italiani e’ sufficiente leggere il blog : http://blog.libero.it/carlofree/ Avere idea dei diritti del signor Parlanti che giorno dopo giorno vengono calpestati e’ sufficiente leggere qualcuno degli articoli pubblicati da Secondo protocollo: http://www.secondoprotocollo.org/index.php Se poi si prende la briga di ascoltare i video messaggi linkati sulla pagina: http://www.carloparlanti.it/Video.htm Questo dovrebbe essere piu’ che sufficiente a porre la sua attenzione su questo caso se non altro per chiedersi se i diritti di un cittadino italiano sono salvaguardati e scoprirebbe che nessun diritto di Carlo e’ stato rispettato, dalle ultime notizie si scopre che non vengono rispettati nemmeno i diritti dei nostri rappresentanti all’estero, negando un semplice incontro con il signor Parlanti e credere che sia per la tutela del visitatore, perche’ al Signor Parlanti non e’ stata completata la diagnosi, sarebbe prenderci in giro: 1) se il signor Parlanti dovesse essere infetto, il vostro funzionario sarebbe gia stato infettato in quanto e’ gia entrato poco piu di una settimana fa in contatto con il signor Parlanti, 2) Non e’ necessario doverci entrare in stretto contatto per appurare le condizioni fisiche di Carlo
Quindi sentire che venga accettata cosi’ passivamente questa giustificazione ci lascia perplessi e ci convince che qualcosa non funziona. Vi chiedo, e penso di farlo a nome di tutte le persone a cui sta a cuore la vicenda di Carlo (piu di 10 000 italiani, tra quelli riscontrabili e che conoscono questa vicenda) di accertarci che entro e non oltre Mercoledì prossimo 17 Ottobre veniamo rassicurati che un rappresentante del nostro governo, che sia del consolato di Los Angeles se Carlo ancora in ospedale o del consolato di San Francisco se dovesse essere tornato ad Avenal si rechi ad incontrare e parlare direttamente con il signor Parlanti rassicurando la sua famiglia e chi segue questa vicenda. La seconda cosa che vi chiedo e’ che in collaborazione con il ministero di Giustizia concordiate i passi da fare per disporre delle denunce e investigazioni da parte del governo Californiano e quello Italiano per i crimini che sono stati commessi nei confronti del cittadino Carlo Parlanti, dettagli di questo li trovera’ in seguito nel paragrafo indirizzato al nostro ministero della Giustizia. Confido nel suo operato
Carissimo Clemente Mastella, nonche’ ministro della Giustizia Sempre riguardo al fatto che voglio credere ancora nelle nostre istituzioni, mi rivolgo a lei, indicandole, se questo le fosse sfuggito che il signor Parlanti e’ stato coattivamente estradato dall’Europa verso gli Stati Uniti, ma non perche’ fosse scappato, in Europa ci viveva da ben due anni e non certo in incognito, oltretutto con regolare residenza prima a Napoli e poi a Milano e viaggiava in lungo e largo per l’Europa e Canada usando il suo nome. Non voglio chiederle come mai alcuna comunicazione fosse stata inviata alla nostra residenza, comunicazione che avrebbe certamente reso possibile una difesa adeguata, le chiedo invece sul come mai vengono archiviate le denunce nei confronti del sistema che continua a tenere segregato e sequestrato Carlo Parlani. E’ ovvio che sia tenuto sotto sequestro, senza nemmeno poter comunicare adeguatamente con i suoi avvocati e con il consolato, non dico con la famiglia. Non capisco e mi sembra illegale che nemmeno voi, dopo le varie denunce fatte dai mezzi di informazione non fate chiarezza su questi crimini che si protraggono giorno dopo giorno contro un cittadino Italiano: Estradizione sulla base di false dichiarazioni, la presunta vittima ha stilato un rapporto contraddittorio, ed era a conoscenza della procura americana che la signora White soffrisse di malattie psichiche la portano ad una distorsione della realta’
Sistema carcerario non idoneo che e’ costato a Carlo la contrazione di malattie letali, e’ stato picchiato in prigione diverse volte. Messo agli atti la falsificazione della sua fedina penale
La presunta vittima si macchia di crimine di falsa testimonianza in tribunale, falsa testimonianza provata agli atti perche’ smascherata, la presunta vittima fa accuse di mafiosita’ e altre accuse federali nei confronti di Carlo Parlanti e questo non viene indagato da parte del suo paese, paese in cui ha regolare cittadinanza
Per elencare tutti i crimini commessi nei confronti di Carlo le dovrei raccontare tre anni di vita, sarebbe troppo lungo, ma penso che questi siano sufficienti ed in ultima analisi sequestrato in un ospedale senza sapere che gli stanno facendo e come sta.
Non voglio pensare che aprirete un fascicolo quando si dovra’ richiedere la salma di Carlo Parlanti, voglio pensare che un attimo di buon senso e di democrazia possa risvegliarsi nelle vostre menti, intanto vorrei avere delle risposte sul perche’ di tutto questo, e che non siano prestampate, perche’ sarebbe un insulto alla ragione umana e le migliaia di persone che hanno a cuore la vita di Carlo Parlanti
Il consolato di Los Angeles sta tentando in tutti i modi di avere un incontro con Carlo in ospedale per accertarsi delle condizioni fisiche e avere la delega da Carlo nel sapere le sue condizioni di salute. Confido nel fatto che possano avere quest'incontro e che il governo Italiano possa far sentire ai carcerieri di Carlo che Carlo non e' solo, che un qualsiasi piccolo incidente non sara' piu' ammesso, gli hanno gia tolto 10 anni di vita con l'epatite c contratta, non sara' ammesso alcun errore da parte della California nei confronti di Carlo. Attendo notizie sul successo di quest'incontro e conoscere le condizioni reali di Carlo.
Katia Anedda 06:42
Sono state ore concitate ieri sera, nessuno era in grado di dirci con certezza dove stava Carlo Parlanti. Le ultime notizie lo davano trasferito dal carcere di contea di Ventura al carcere statale di Avenal. Ma non riusciva a chiamare. Una dipendente del carcere di Avenal ci diceva che era li ma non poteva chiamare, il dott. Curci, vice-console al consolato di San Francisco, ci diceva che stavano facendo i passi opportuni per verificare la situazione, mentre dallo sceriffo di Ventura giungevano notizie sul fatto che Carlo era stato portato nel carcere di Wasco.
Altre fonti confermavano che a seguito di un loro interessamento avevano appurato che Carlo era a Ventura. Poi, verso le 24 ora italiana, la doccia fredda: Carlo è ricoverato all’ospedale Mercy di Backersfield con il terribile sospetto di aver contratto il cancro ai polmoni o di avere la tubercolosi.
A questo punto è chiaro che in America, soprattutto a Ventura, stanno raggiungendo il loro scopo: con fredda e cinica costanza stanno uccidendo l’unico in grado di poterli denunciare, l’unico in grado di far cadere le teste dorate di chi ha fabbricato le prove false portate al processo. Prova ne è che solo grazie all’interessamento del Consolato di Los Angeles si è potuto sapere cosa stava succedendo a Carlo, mentre mezza California era impegnata in un depistaggio senza precedenti per non permetterci di contattare Carlo.
Ora è chiaro che cambia totalmente la strategia di approccio al problema e la priorità diventa la salute di Carlo e quindi portarlo via senza ulteriori indugi dalle grinfie dei suoi aguzzini in America.
Già non lo stanno curando per l’epatite contratta in carcere, ora questa nuova tegola ci fa pensare che non cambierà l’atteggiamento americano nei confronti di Carlo che addirittura, negli ultimi giorni trascorsi a Ventura, era stato privato delle medicine necessarie anche per un’altra malattia di cui soffre, l’asma.
C’è ne è abbastanza per denunciare uno stato di emergenza che necessita azioni di emergenza, soprattutto da parte dello Stato Italiano. La logica vorrebbe che siano i ministeri di Grazia e Giustizia e quello degli Esteri a fare i passi necessari per garantire a Carlo il suo diritto alla vita e quindi riportarlo in Italia dove possa essere curato adeguatamente. Ora non è più nemmeno una questione di diritto internazionale e di dimostrare l’innocenza di Carlo,
ora diventa una emergenza di tipo umanitario e così va affrontata.ora diventa una emergenza di tipo umanitario e così va affrontata.
Quindi dobbiamo chiedere subito un intervento dello Stato Italiano affinché, per ragioni umanitarie, chieda l’immediato trasferimento di Carlo Parlanti in Italia. Le leggi internazionali e gli accordi con gli Stati Uniti lo permettono, ma devono essere i due ministri preposti ad avanzare la richiesta. L’indifferenza dimostrata dal Ministro Mastella sul caso di Carlo non lascia certo presagire nulla di buono mentre qualche possibilità c’è al Ministero degli Esteri, il quale ha dimostrato (attraverso il Consolato di Los Angeles) una certa sensibilità.
Purtroppo credo che una azione di trasferimento dagli Stati Uniti all’Italia debba essere concertata proprio tra i rispettivi Ministeri di Grazia e Giustizia, per cui l’obbiettivo di ogni eventuale nuova azione urgente sono il Ministro Mastella e il suo collega americano, Michael Mukasey, neo-eletto al posto di Gonzales.
Sconsigliamo l’invio di e-mail direttamente a Mastella, già sotto attacco per la questione del trasferimento del magistrato De Magistris. Sarebbe invece opportuno firmare la petizione internazionale a questo indirizzo e la petizione di secondoprotocollo.org a questo indirizzo in modo di darci la possibilità nel breve periodo di consegnare i messaggi in modo unitario e di consegnare le petizioni alla prossima conferenza stampa organizzata alla camera dei deputati dall’Onorevole Marco Zacchera e prevista per il giorno 24 ottobre.
Si potrebbe usare la strada del call center per sensibilizzare il Ministero della Giustizia inviando una mail all’indirizzo callcenter@giustizia.itIndirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo oppure chiamando il numero 848 800 110 da telefono fisso al costo di una telefona urbana dalle ore 8,30 alle 18. Nel frattempo, in giornata, uniremo le firme della petizione internazionale e quelle di secondoprotocollo.org e le invieremo direttamente al Ministro Mastella sperando che con una simile quantità di firme (attorno alle 10.000) prenda in considerazione il caso.
Nelle prossime ore vi terremo informati degli eventi in collaborazione con i ragazzi del blog Carlo Parlanti Free e delle eventuali nuove iniziative, per cui controllate i commenti a questo articolo e il forum di secondoprotocollo che terremo costantemente aggiornato per una immediata visibilità delle iniziative.
Sulle info della prigione cercando Carlo, ritorna quanto segue:
ARREST INFO
Vehicle Location:
INMATE HAS BEEN RELEASED NEXT COURT DATE Case # 2002026651 Court Date: Oct 25 2007 4:00PM Ventura County Superior Court - Court Room: 25 800 S. Victoria Ave. Ventura, CA 93009
RELEASE INFO Booking # 1134735 Released on 10/10/2007 Authority: California Department of Corre
Anche se vorrei illudermi sul released, suppongo voglia dire che lo hanno spostato, ora speriamo bene e che riesca a sentirlo entro oggi, altrimenti le preoccupazioni potrebbero aumentare, prego stella di aggiornare quindi l'indirizzo della prigione, non appena ho la conferma che è ad Avenal, ripartiamo
Grazie a tutti per essere stati ed essere cosi vicino a me e Carlo ancora c'è strada da fare ma con il vostro aiuto ce la faremo
Katia Anedda 03:37
Dopo una settimana non è ancora stato riportato al carcere di Avenal, in contraddizione con l’ordine emesso dal giudice. Non solo, gli viene chiaramente impedito di comunicare con l’esterno essendo da venerdì scorso che non riesce a telefonare.
Al carcere di Ventura, dove è ancora impropriamente detenuto, dicono di avergli riscontrato una malattia che necessita il regime di isolamento, ma non dicono di cosa si tratta. Va ricordato che i medici di Ventura sono gli stessi che per molti mesi hanno fatto credere a Carlo di essere affetto da poliomielite, nel vano tentativo di piegarlo psicologicamente.
Chiediamo che il consolato si attivi immediatamente con una visita consolare per appurare lo stato di salute di Carlo , per appurare (anche attraverso una visita medica) qual è la malattia che secondo i medici di Ventura affligge Carlo. Chiediamo al procuratore Gilbert Romero di appurare quali siano le ragioni per cui Carlo non è stato riportato ad Avenal.
Chiediamo a tutti coloro ai quali stanno a cuore le condizioni di Carlo e a tutti gli attivisti di Ants for Human Rights di inviare e-mail con le sopra citate richieste ai seguenti indirizzi:
Consolato di Los Angeles
console.losangeles@esteri.itIndirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
assistenza.losangeles@esteri.itIndirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
roberto.falaschi@esteri.itIndirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo Console di San Francisco
procuratore Gilber Romero
gilbert.romero@ventura.orgIndirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
Diffondete più che potete questo comunicato in modo da sommergere gli interessati di messaggi. E’ molto importante.
I would like to remember you that if your're trying to kill Carlo, you are not killing me and 8 000 people signing the two petition, American and Italian people. The judge ordered Carlo come back immediately to Avenal, that is in docket information. What's happening? Why Carlo is still in Ventura? Avenal prison made the analysis and Carlo is not infective, do you want to find a motivation, a justification why he's not moved yet? I think people is not stupid, they don't believe your justitication.
Make justice. Let Carlo live his life,please .
I told you in court last years YOU KNOW CARLO IS INNOCENT, you did not have to demonstrate he is guilty, the life is a right , THE FREEDOM IS A RIGHT you can't play whit our life for politician matters.
Rebecca White made PERJURY, that is in the transcription, Ms. Lavagnino is a criminal because he admitted trust Carlo and you know Lavagnino's brothers menace Carlo in all way, you know both lied, and you put in prison Carlo, that is not USA we know.
Katia Anedda 07:05
Due notizie apparse oggi sui media relative al Sig. Ministro Clemente Mastella, mi hanno colpito; - la richiesta alla polizia postale di oscurare il sito mastellatiodio.blogspot.com adducendo come motivo che “c’è un blog che ritiene che io sia il male di questo Paese che si chiama ‘Mastella ti odio’, mi chiedo: questa è buona politica?» (Repubblica.it); - la sua dichiarazione che ”noi politici siamo pagati meno del dovuto” (LaStampa.it) che dimostra a mio avviso la completa incapacità d’intendere e di volere di colui che la pronuncia.
La seconda notizia bè, si commenta da sola! Riguardo alla prima invece mi permetto di evidenziare al Sig. Ministro che a mio avviso neanche la Sua metodica e reiterata censura di tutto ciò che riguarda la richiesta di informazioni sul caso di CARLO PARLANTI è a mio avviso “buona politica“. Così come non è ‘buona politica’ usare (seppur “legalmente”) aerei pubblici per i fatti propri, così come non lo è “ricattare il Governo” con il pugno di voti in suo possesso, così come non lo è e non lo può essere il censurare le voci che non assecondano bovinamente e ciecamente il Suo delirio d’onnipotenza.
Sa qual’è secondo me la ‘buona politica’? La buona politica è quella che difronte ad una mail di un cittadino (come le tante inoltrate a Lei, alla Sua segreteria, al suo Giornale ed al suo blog) invia una risposta, si informa, promette interessamento, lo mette in pratica e poi risponde e dimostra che esiste ancora chi ha voglia d’impegnarsi per il prossimo. Questa è l’ultima mail inviatami dal Sig. Matteo Rebesani che ringrazio pubblicamente per l’interessamento, riguardo al caso di Carlo Parlanti; la pubblico con il doppio scopo di aggiornarVi sulla situazione di Carlo e per dimostrare al Sig. Ministro quella che secondo me è la ‘buona politica’:
Inviato da carlo_free il 03/10/07 @ 04:31 via WEB grazie Up... (Rispondi) Inviato da mara2003 il 03/10/07 @ 04:58 via WEB l'intervento di Up dimostra che non mi sono sbagliata, l'idea del blog per Carlo è una di quelle giuste...un blog aperto a tutti dà il polso della situazione per quanto riguarda la sensibilizzazione dell'opinione pubblica, e più siamo meglio è...tante pizzicate a tutte le corde magari finiremo per toccare la corda giusta...ed ecco perchè sono contenta della risposta di Di Pietro, ha usato le classiche parole di un politico, ha detto e non detto, anzi non ha detto nulla in concreto, nè poteva dire qualcosa che andava al di là delle sue competenze ufficiali, sicuramente non è il momento giusto per litigare con il ministro della giustizia anche per Carlo Parlanti ma ha risposto ad una cittadina qualunque, non ha risposto mai a Katya, lei è parte in causa nella vicenda di Carlo, io no, sono al di fuori, e proprio perchè non coinvolta emotivamente nella vicenda quanto Katya posso costituire un pericolo, quel pericolo che alla distanza si concreta in voti e in fase di consuntivo Katya non è il vero pericolo, avrà scritto a 100 ma è sempre solo un voto che viene a mancare, e nel calcolo delle probabilità non è un vero rischio,io da appartenente alla gente comune posso fare più danno, una risposta non ottenuta è proprio quel voto che viene a mancare, e la pubblicità di ritorno che posso dare? una cittadina qualunque che scrive ad un ministro e ne ottiene la risposta, un uomo di govermo che mostra attenzione alla gente comune, è sicuramente una ghiotta occasione che non si lasciano scappare...ricevere un po' di attenzione in questo clima di indifferenza della classe politica rappresenta molto per i cittadini...e i blogger sono cittadini, sono voti...cerchiamo di usare le "armi" in nostro possesso, facciamo sentire le nostre voci...grazie Up... (Rispondi) ..Inviato da Anonimo il 03/10/07 @ 08:50 via WEB Mara, tu non hai torto. Ma rifletti sul fatto di quanto tempo fa tale signore (che ho contribuito anche io a metter su con il mio voto all'Unione) avrebbe potuto rispondere a Katia, quanto tempo fa avrebbe potuto esercitare pressioni su Farnesina e Consolato, quanto tempo fa sarebe potuta partire questa "macchina di solidarietà" per aiutare Carlo. Che non è partita per i politici, ma per Katia e tutti noi che abbiamo "spinto" come opinione pubblica il consolato. Ultimamente si sono interessati anche Veltroni (ha fatto chiamare il consolato) ed Adinlolfi. Punto. L'On. Zacchera sono mesi che rimane inascoltato. Anche Katia vota. Anche il fratello e la mamma di Carlo votano. Tutti quanti votiamo. Sai cosa penso io da giornalista cinica e cattiva(e purtroppo non mi sbaglio perchè li conosco)? Che quella risposta è stata un contentino, semplicemente. Che se vado a chiedergli di Carlo, lui non sa neanche chi sia. Qui servono i fatti, non le parole. Che se vogliono, possono pure andare a parlare con Napolitano. Che cmq alle sollecitazioni non risponde. Ho perso il conto delle gentili mail di interessamento che gli ho mandato, con tanto di indirizzo di casa mia, che manca solo che ti chiedono il codice fiscale. Il problema, e credimi questa sorta di sfogo non è rivolto a te ed alle altre che siete angeli, con questo blog, (è stata un idea meravigliosa), è che mentre io te e le altre, e la stessa Katia, la sera dormiamo nei nostri letti, se stiamo male prendiamo le medicine, Carlo dorme ad Avenal in uno stanzone di "400" peersone, ha una malattia che se non ci sbrighiamo a farlo curare è mortale, ne ha un altra, l'asma, che è fortemente debilitante e che insieme all'epatite è una delle maggiori cause di mote nelle carceri californiane. Io Katia e Carlo li conosco da un mese. Ma vedo nero quando penso all'indifferenza nel quale i politici, ed i giornali lasciano la storia di Carlo. anche perchè non è una favola. Qui si parla della vita di una persona, e secondo me, la risposta che ti ha dato Di Pietro, non basta, perchè se davvero lo volesse, lo stato italiano potrebbe tirarlo fuori all'istante Carlo da lì. E non lo fa. Ed il consolato... ha iniziato ora a muovere le chiappe. valentina (Rispondi) Inviato da tanksgodisfriday il 03/10/07 @ 06:10 via WEB Grande Up.
Katia Anedda 20:28
Da Paulie ma è come si sente Carlo
Vado in giro nel buio, e sono diventato una piega nella vita di qualcuno.
La mia prova di resistenza è giunta alla fine, mentre sono stato portato su di un sentiero triste, dopo aver rincorso una promessa dimenticata.
Posso sentire la preoccupazione nella loro voce, mentre realizzano che la mia apparenza sarà dannata.
Senza lasciar andare, la vita è diventata un gioco d'azzardo.
Chi è il regista di questo spettacolo? Stupore mi paralizza, il mio cuore ha cominciato a tuonare nel mio torace, fino a diventare un dolore.
Lascio uscire un sospiro di frustrazione, mentre smetto di correre dietro ad un sogno, tutto quello che voglio fare adesso è dormire.
Ti mando anche l'estratto conto dove ho cerchiato gli addebiti di 5 dollari per le visite (mediche) : li chiamano copery
Volevo anche ringraziarti per il puzzle di ponte vecchio che è meraviglioso :-( mi manca tanto l'Italia!
Le cose vanno un pochino meglio anche se il fegato mi fa ancora male :-( è stata una brutta settimana......
Poi Venerdi sera mi è soppiata l'influenza e come sai non mi è ancora andata via del tutto.
Ieri e oggi molte persone stanno avendo gli stessi sintomi ed ormai sono convinto di averla beccata per primo solo per la debolezza per la carenza di cibo!
Non so se per lo stesso motivo ma non sono mai stato cosi male per un'influenza: il dolore nelle ossa era cosi forte da non muovermi ed il fegato mi pungeva ad ogni piccolo passo!
Beh, sta passando, anche se ancora faccio attenzione a muovermi lentamente!
Spero che domani ci siano novità sul fronte media e sulle dichiarazioni dell'esperto............